La seconda giornata del convegno “Alexander Langer. Ponti da costruire tra convivenza pacifica, conversione ecologica e federalismo europeo” si è svolta presso l’Antica Biblioteca dell’Università degli Studi Link il 28 marzo con la partecipazione del Centro studi storici europei e transnazionali Alizé dell’Università degli Studi Link di Roma e la Fondazione Alexander Langer Stiftung di Bolzano. Durante le due giornate del convegno si è potuto riflettere su come la figura di Langer sia stata significativa in passato, ma allo stesso tempo rilevante per i nostri giorni.
La diversità disciplinare dei relatori ha permesso di affrontare le tematiche in chiavi di lettura diverse e spesso attuali. Durante la prima giornata si è affrontata figura di Alexander Langer da un punto di vista pedagogico: si sono alternati gli interventi di Veronica Riccardi (Università degli Studi Roma Tre), Lavinia Bianchi (Università degli Studi Roma Tre), Nazario Zambaldi (Fondazione Alexander Langer Stiftung) e Franco Lorenzoni (maestro e autore di “Educare controvento”). Nel dibattito c’è stato l’intervento di un ex allievo romano degli anni Settanta di Langer. Inoltre vi è stato il contributo di Fabrizio Battistelli (Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo-IRIAD, Roma), Mao Valpiana (Fondazione Alexander Langer Stiftung, Movimento Nonviolento), Giannozzo Pucci (Libreria Editrice Fiorentina), Karl-Ludwig Schibel (Agenzia Fiera delle Utopie Concrete, Città di Castello) e Paolo Bergamaschi (ex advisor Gruppo Verdi al Parlamento europeo).
Il secondo giorno del convegno ha lasciato spazio sul tema della non-violenza e delle guerre che stanno sconvolgendo l’Europa e di come Langer, che è nato e cresciuto in una zona di confine (Alto Adige/Sudtirolo), fosse riuscito ad aprire un terzo spazio per creare una non-violenza creativa. Si sono affrontati anche temi legati all’economia di crescita, al rispetto dell’ambiente, alla cooperazione, alla solidarietà, al federalismo europeo: tutte dimensioni che si intrecciano in Alexander Langer, ma che posseggono un forte significato nel nostro presente.
In particolare, il dibattito, con la presenza di Pier Virgilio Dastoli (Movimento europeo, Italia),
Filippo Maria Giordano (Università degli Studi Link), Clara Bassan (Università degli Studi di
Torino, Fondazione Alexander Langer Stiftung) e Giorgio Grimaldi (Università degli Studi Link) si è concentrato, nella prima parte, sull’idea di federazione europea, ma sempre con un atteggiamento multidisciplinare, quindi da un lato, si è analizzato il pensiero di Langer sul piano dello sviluppo sovranazionale europeo, dall’altro su quello della costruzione di comunità dal basso che abbiano come centro di interesse e sviluppo la persona e la dimensione umana. Si è proseguito ponendo l’accento sull’impegno politico di Alexander Langer come parlamentare europeo durante la III e parte della IV legislatura (1989-1995).
Successivamente il dibattito si è sviluppato facendo risaltare il fatto che, secondo Langer, il processo d’integrazione europea fosse l’unico processo politico che avrebbe potuto garantire la pace includendo i paesi dell’Est Europa usciti dal comunismo e creando una comunità pan-europea promotrice di cooperazioni interregionali e transfrontaliere.
Verso la conclusione dei lavori si sono raccolti ulteriori spunti di riflessione dagli interventi di Fabio Zucca (Università degli Studi dell’Insubria), Elisabeth Alber (Eurac Research, Fondazione Alexander Langer Stiftung), Marco Stolfo (Università degli Studi di Torino) e Michele Boato (Ecoistituto del Veneto Alex Langer), come i rapporti fra istituzioni europee ed enti territoriali in una prospettiva storica con particolare attenzione all’istituzione del Comitato delle Regioni e al suo ruolo. Significativa è stata anche l’analisi critica di entità, natura ed effetti del coinvolgimento della società civile all’interno del policy making europeo. Uno degli interventi è stato dedicato all’impegno di Langer a favore della diversità linguistica e culturale e del loro riconoscimento formale e sostanziale a favore di dialogo e convivenza, tra la critica all’etnocentrismo e alle “gabbie etniche” e la promozione del pluralismo.
La terza ed ultima parte del convegno ha visto come temi principali Langer tra convivenza, pace e società civile analizzati da Giorgio Mezzalira (Fondazione Alexander Langer Stiftung), Lorenzo Parolin (giornalista e saggista), Sabina Langer (Fondazione Alexander Langer Stiftung) e Marianella Sclavi (esperta di ascolto attivo e gestione creativa dei conflitti).
In questo contesto Langer è emerso come figura di spicco nella Südtirol degli anni Settanta, scossa da attentati separatisti, nel tentativo creare un esperimento in piccolo di convivenza interetnica, coinvolgendo un gruppetto di ragazze e ragazzi di lingua italiana, tedesca e ladina. Sempre seguendo quest’onda, a partire dal 1992, Langer ha animato il “Verona Forum per la pace e la riconciliazione nei territori dell’ex-Jugoslavia”. Si trattava di un gruppo persone di diversa nazionalità e provenienza, di giornalisti liberi, di esponenti di associazioni che cercavano di costruire e rafforzare una voce comune, che faticava a trovare ascolto presso le istituzioni europee.
Sulla questione dell’ex Jugoslavia, il dibattito ha dato la possibilità di approfondire il tema dei Corpi Civili di Pace Europei: la risposta avanzata nel 1995 da Alex Langer in relazione alla guerra nella ex Jugoslavia.
Il convegno si è concluso con una tavola rotonda gestita da Pinuccia Montanari (Ecoistituto di
Reggio Emilia e Genova – EcoReGe), David Hofmann (Climate Action South Tyrol, Fondazione Alexander Langer Stiftung), Gianni Tamino (ex eurodeputato verde, Fondazione Alexander Langer Stiftung) e Caterina Sarfatti (C40 Cities), la quale ha dato occasione di discutere di un futuro sostenibile e di come Langer sia concepito come un “profeta verde” ed interpretato come anticipatore della transizione ecologica, in particolare a partire dalla questione dei limiti dello sviluppo. È emerso che la conversione ecologica è una sfida richiedente la mobilitazione dell’intera società, ponendo l’attenzione sull’importanza cruciale della cooperazione per questa trasformazione e sull’equo accesso ai molteplici benefici della conversione ecologica.
Al termine delle due giornate si è potuto comprendere come l’attualità del pensiero e delle idee di Alexander Langer rimanga significativo e rilevante anche a trent’anni di distanza dalla sua
scomparsa.
Per rivedere il convegno si può accedere alle riprese integrali delle due giornate su radio radicale. (27 marzo e 28 marzo).
[a cura di Bleona Shkullaku]

